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Penso di essere Dio almeno una volta l’anno, nella speranza recondita di credere che il momento di attuale onnipotenza possa venire a me in ogni momento di fittizia necessità. Mi rendo conto di non credere in nessun Dio e finisco con un tuffo nella più infima banalità quando mi sveglio supereroe ed inciampo nel più ingannevole e beffardo degli sgambetti che il destino ci offre nel caritatevole e materno ritorno alla realtà. Un fugace sguardo, una messa a fuoco perfetta ed un “instant replay”, giusto per rivedere se ci fosse qualche figura astratta che ci volesse trattenere nel rapido susseguirsi di immagini atte e documentare e a tinteggiare un viaggio altrimenti scarno di spunti. La trama unica di qualsiasi forma di di espressione è il punto di vista. Tramandiamo usi e costumi, leggende o racconti. Nell’oggi appena trascorso la verità del passato, nel domani e nell’adesso troviamo sdraiato un futuro che va letteralmente dipinto di sfumature, che va arricchito con quello che dell’oggi rimane. Strizzo gli occhi, guardo lontano, mi lascio trasportare dal vento, nella più totale solitudine. Corro a più non posso mentre mi guardo le mani, mentre cascate di eventi riempiono l’orizzonte di torrenti che bagnano terreni troppo aridi per esser coltivati. E’ li che la messa a fuoco, che la mia messa a fuoco trova origini e sfogo, è li che che l’astio trova humus di cui cibarsi. Mi sento a casa, e ribalto il mondo, ne scateno gli impulsi. Un punto di vista in grado di agiate i sogni alla contemporaneità, alle sue esigenze sfidando compromessi e privo di mezze misure. E’ che affascina il il “modo” di vedere le cose. Non solo il basilare osservare ma l’intrinseco e spasmodico avvicendamento di emozioni dell’individuo di fronte ad ogni sorta di evento il mondo gli porti ad affrontare. “Ogni uomo, una radio”. Una canzone, un colore, un film o un quadra, una catastrofe, un lutto, un’immenso evento straboccante di gioia a nessuno è concessa la stessa reazione. Questo stesso è lo spettacolo, questa è la variopinta tavolozza di sensazione che sviluppiamo in base ai liquidi che assumiamo in quanto spugne, in questo spugne intrise di ogni “oggi” che è già ieri. Gli occhi catapultati al domani, i piedi ancorati al presente le mani a stringere ed accarezzare l’acqua ancora tiepida della storia appena vissuta.Viaggiamo paralleli al nostro destino, la nostra velocità dipendente dal nostro stato d’animo, viaggiamo carichi un eccezionale potenza di cui non ci è dato sapere i codini. Una potenza paragonabile al paranormale quando essa si mostra, quando essa abbatte la superficie in cui viviamo racchiusi e raggomitolati alle certezze. Uno stormo di inquietudine aleggia e trapassa l’azzurro di un cielo infinito che torna utile racchiudere in ciò che possiamo vedere. “pur”, la magia dell’uomo è superiore e, nell’attesa di essere scoperta, esso ne teme gli effetti collaterali. Nasce un nuovo punto di vista, ai miei occhi terribilmente assuefatti dal fascino, l’orizzonte trema e mi corre un brivido. Sono balle quelle che ci raccontiamo, sono scuse. Siamo esseri diversi chiusi in gusci protettivi che scaldano, è vero, ma che che impediscono al lato più forte ed entusiasmante del nostro “dentro” di sfogare il suo più incredibile estro. Dovremo imparare a cibarlo, a nutrirlo, dovremo imparare a controllarlo o porterebbe alla pazzia o peggio, farebbe credere agli altri che coviamo follia nelle nostre menti. Erasmo da Rotterdam, Baudelaire, cantavano ed esorcizzavano il lato più nobile e al tempo stesso decadente dell’essere umano, la follia e la capacità di pensiero nei momenti di massima euforia o di massimo scoramento. Vista dai miei occhi come arma a doppio taglio, questa sublime capacità di pensiero e di esso di cambiare gli eventi è uno straordinario dono da gestire con cura. Adattandole e sintonizzandolo sulle frequenze del presento, esso è in grado di toglierci da guai, esso è in grado di darci la lucidità e la consapevolezza nell’affrontarli. Una potenza in grado di disegnare un angolo di perenne, introspettiva e sorridente solitudine, un fazzoletto di mondo in cui stare bene con se stessi e con tutto ciò in grado di circondarci. Il giusto sguardo, la giusta attitudine.

 

https://www.youtube.com/watch?v=TO9Qa7MpAvw

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