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Delle cose davvero importanti che la vita mette in gioco, in questo blog, ne ho parlato oltre ogni modo, sotto ogni aspetto, da un punto di vista singolare, spasmodico, divertito e terribilmente concreto, angosciante e crudo. Di qualche discussione, di qualche rifiuto, di qualche altra riflessione? Anche. Mi vengono in mente a questo punto della mia vita cosa potrei fare per migliorare me stesso e per migliorare il mondo. Già, avete ragione, Tutto questo può sembrare una di quelle richieste fatte a Dio da un bambino inginocchiato sul bordo del letto prima di farsi rimboccare le coperte da genitori imbarazzanti nel loro credo ma comunque credenti e rispettosi di tale credenza. Credere spasmodicamente in qualcosa, seguire un ideali come fosse la fede a cui sottostare a cui dare tutto per cui perdere la testa, quella fede che offusca la mente, che rende nebbioso e ruvido il pensiero. Ecco, il problema, per lo meno il MIO problema, è che ad oggi credere in qualcosa così fortemente, credere in certi valori e nel loro intrinseco mutare certi comportamenti abituali per seguirli migliorarsi e credere in loro, è considerato da sfigati. Va bene, lo accetto, accetto che non tutti possano condividere alcune scelte, sarebbe un mondo piatto in alternativa. Va bene e lo accetto se qualcuno non capisce o trova inutile certe battaglie. Capisco e posso condividere il sorridere, se pur nei limiti, il sorridere di fronte a quelle piccole grandi contraddizioni del “fino ad ora così, da domani cosà”. E’ che si cresce e i più fortunati accrescono la loro cultura, conoscono persone con cui si confrontano e soprattutto trovano un motivo. Un motivo, una causa per cui lottare per cui si trova giusta una cosa piuttosto di un’altra. Un motivo che ci apre il cuore, ci illumina gli occhi. Gli stimoli, le persone che ci circondano, la musica, gli amici, le loro scelte, di quello che parlano, ciò che arriva nel nostro intimo scatena in noi reazioni ed in base a quanto queste tocchino punti nevralgici del nostro essere riescono più o meno drasticamente a farci cambiare o, spesso, ci insegnano a capire altri ideali, altrui valori. Ci spingono spesso a rispettare le opinioni degli altri. a starli ad ascoltare e anche se non ne siamo d’accordo magari ci aiutano e non sorridere e a non prendere più per il culo chi, in nome di qualcosa in cui crede, cambia i suoi comportamenti. Certo pur che siano IDEALI e VALORI che non minino libertà o espressioni altrui. E’ un periodo inquieto o meglio. E’ un periodo in cui le idee in testa sono ben chiare, chiarissime, il problema è metterle in pratica, fin da ora, sforzando di migliorare me stesso, in grado, nel mio piccolo, piccolissimo, il mondo che mi circonda. Penso sia il momento di usare cinismo cattiveria e rabbia con chi lo merita, penso sia giunto il momento di non aver paura di alcun giudizio, di mettere in pratica ciò in cui si crede senza aver paura che chi sta attorno non capisca. La paura di spiegare le proprie azioni spesso frena il concepimento della prima mossa nella stretta via che porta ad essere noi stessi e soprattutto a star bene con noi stessi e col mondo. Quando tutto è al culmine bisogna sfogare o imparare a capire cose di sbagliato noi per primi facciamo. Le scelte portano a conseguenze e le spiegazioni le daremo a chi merita a chi capisce che l’incoerenza si mostra in stato confuso quando ci contraddiciamo per migliorarci. Chiamiamo CAMBIAMENTO. Ad esempio trovo folgorante e dincredibile il modo in cui un libro/documentario possa aprirti porta che fino ad ora erano rimaste socchiuse, trovo ingegnoso il modo di farci ragionare che la vita ci mette davanti, ad esempio trovo fantastico l’atteggiamento di chi ASCOLTA piuttosto che SENTIRE. Mi è capitato che leggendo un libro mi sia ritrovato completamente a mio agio tra le parole di chi parlava di scene Vegan, Antifasciste, di fratellanza che si scrosta dal cameratismo ormai obsoleto. Non è quasi mai solo per se stessi, quello si chiama ego, quella si chiama moda. Questo spunto mi è stato dato dalla musica e attraverso esso, attraverso la storia e ai suoi protagonisti sono riuscito a comprendere i motivi di alcune scelte radicali prese da amici, sono riuscito a mettere a fuoco ciò che per me è fondamentale ciò che per me significa rispetto, ciò che per me significa MIGLIORARE IL MONDO (che spesso poi basterebbe limitarsi a non rovinarlo con le nostre azioni). Ovvio, nulla di tutto questo mi era assolutamente sconosciuto. Viaggiando, leggendo, parlando e solo così è possibile farsi idea, mettersi in gioco, porsi delle domande. Andare aldilà del nostro orticello auspicando di lasciare un piccolo segno o un piccolo gesto nei confronti della collettività, nei confronti della nostra persona, della nostra terra, del mondo in se, che ogni giorno sembra soffrire sempre più la nostra presenza. Da quando ho scoperto ciò, da quando sento questo fervore che scorre nella mia spina dorsale, mi sento meglio, mi sento consapevole, mi sento in grado di riuscire a non danneggiare me stesso, gli altri e l’area in cui vivo. E’ bello, mi fa sorridere, voglio esserci e voglio esserci il meglio possibile.

 

https://www.youtube.com/watch?v=1qhYPVnpUQs#t=92

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