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Seduto sul bordo del letto continuava a colpire il palmo della mano sinistra con la mazza da baseball. Un frassino pregiato dalle striature eleganti. Un rumore fondo s’infrangeva contro il silenzio della stanza ogni volta che il legno colpiva la carne. Una musica inquietante, l’unico rumore che volesse sentire in attesa di giorni migliori, in attesa della tempesta che quella calma stava preannunciando. Il ritmo regolare dei battiti, quelli del cuore, quelli sulla mano. Nient’altro che si muovesse intorno. Fermo, immobile, le lancette dell’orologio a muro scandivano il tempo. Un rigoroso ed incessante trepitìo. Pensava che tutto si sarebbe sistemato, che tutto questo sentirsi sentirsi straniero in casa propria, che quella sensazione del “mai a casa”, che tutto questo sentirsi solo, tutto questo sentirsi diverso sarebbe sfumato, frantumato sotto i colpi di un sangue ancora troppo rovente per riuscire a trattenerlo tra arterie e pelle, tra ossa e carne. “Cosa ne vogliono sapere loro…”. Pensava a quanto la violenza sia sottovalutata e a quanto a nessuno freghi nulla di come si sente chi manca, chi non c’è, chi ha il viso intriso di stanchezza. “Egoisti di merda”. “Essa è in grado di tirar fuori il tuo meglio”. Pensava. Il tuo più bel viso, la tua più tenace sicurezza, la tua più ferma lucidità, la tua migliori idea. una violenza alla continua ricerca del punto di non ritorno, del momento dello schianto, della libidine del momento giusto, al posto giusto. Ed è li che elargisce consigli e gonfia il petto, gonfia il cuore e tutto diventa caldo, tutto diventa calmo. “Finalmente vi odio davvero”. Poi lo schianto. Sarà come gridare con lo sguardo rivolto al sole. “Che vi sia comoda questa domenica liquida e resa ripida da vostri postumi. Che vi sia comoda questa buona domenica. La stessa domenica resa invivibile dalla responsabilità della mia lucidità, integerrima ed illegittima. Siate grati, alle vostre tavole imbandite, di aver di che gioire, ancora ebbri ed ignari del peggio, completamente all’oscuro ed inermi sul da farsi”. Arriverà, razionale e spietata, sorridente, bellissima, inebriante. e. Arriverà e colpirà a far male che a colpire a metà si rischia di lasciar vivi residui di ignoranza futura.

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