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Siamo tutti sottovalutati, siamo tutti posizionati a caso. In questo ipotetico scacchiere delineato da ruoli e comparse, da questo stratega armato di ansie e ghigni strategici. Digrigna i denti, crede di sapere ma non sa. Siamo pedine di scambio, siamo schiavi di rigetto, indesiderati protagonisti di cariche non non ci rappresentano e che non vogliamo rappresentare. Stimolati a far meglio da signori assetati di protagonisti, le loro lingue sporche di merda, i loro abiti che sanno di lavanda, il loro fiato sul collo rende l’aria pesante, insabbia buoni propositi porta alla morte di motivazioni valide solo ad un misera sopravvivenza. Non sanno scegliere, non sanno valutarci, non sanno capirci, non sanno dove toccarci. Siamo bambole di porcellana dal viso triste, ingenuo, terrificante espressione di noia. Siamo bambole di porcellana sotto costante bombardamento. Acciaio e ghiande, mani addosso e occhi puntati. Aiutateci per Dio! A trovare il nostro posto, il meglio di noi, il filo di un discorso mai iniziato ma già perso. Dateci la possibilità di scegliere, dateci fiducia, scostatevi dalla nostra strada, dateci aria fresca e daremo il meglio di noi. L’impegno, il sudore, le nostre mani, il nostro tempo. Tutt’intorno comincerà a girare un’esplosiva coltre di carica di adrenalina. Caricateci di responsabilità e permetteteci di fare ciò per cui siamo nati, cresciuti. Dateci la possibilità di giudicare noi stesso l’operato di cui siamo stati capaci. Dateci, soprattutto, la possibilità di sbagliare e crescere. Posate la nostra individualità su terreni fertili. Coltiveremo quel terreno con tutte le nostre forze, sbocceranno personalità forti e sicure, in grado di cambiare e gestire ciò che voi credete troppo delicato. Il tempo aiuterà le vostre mani a stringere il giocattolo fino a romperlo, sarà il nostro orgasmo e la nostra fine. Precipiteremo come le vostre lacrime ma non avremo strati soffici su cui atterrare. Smettete di credere, smettete di aver verità in formato digitale, smettete di comandarci come fossimo senz’anima. Dissetateci, rimetteteci in sesto e governeremo i vostri averi come fossero nostri, creeremo nuovi imperi, nostri, intoccabili, inguaribili romantici. Cucite attorno al nostro presente il buio pesto di una strada senza fine. Dateci una fiamma di speranza, bruceremo le sterpaglie del vostro orgoglio, ne faremo luce per il nostro bisogno affamato di stimoli. Pronti allo scontro consapevoli che le vostre corazze nascondono anime molli, polveri bagnate. Conosci il mio ieri, ascolta il mio oggi e da un’occhiata al mio domani, pesa i movimenti, valuta ciò che sono, valuta ciò che ho fatto, solo allora potrai dire la tua e non conterà comunque nulla nel giudizio di chi ci vuole tutti cavalli fanti re o regine. Siamo tutti sottovalutati, siamo tutti posizionati a caso. Nessuno sfogo uscirà da questo caos, nessuno sfogo a salvaguardia di questa giungla travestita da progresso. Una carente umanità uccide l’uomo ne circuisce i i momenti, paga dazio sul vivere, sanguina sotto gli occhi e nessuno a cucirne i lembi…la magra consolazione di tamponare un mondo sempre più rosso e noi sempre più in basso tra conati di reazioni e lamenti che sanno di rassegnazione. Che violenza immane.

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