Tag

, , , , , , , ,

Sarebbe da prendere tutti i cieli di questo mondo e farne una coperta. Cucirli insieme per poi vedere sotto quale di questi si respira meglio. Sarebbe da fare solo quello che si ha voglia di fare che a far le cose di forza poi ci si incazza. Sarebbe da stringere tra le dita qualche rimasuglio di rivincita, così, tanto per ricordare che, a volte, possiamo farcela. Sarebbe da asciugarsi gli occhi e prendere a testate gli spigoli fino a smussarli. Sarebbe da tuffarsi in mezzo al polline per poi starnutire arancione. Sarebbe da coprirsi mentre il vento spinge e spiega le vele ma si ha sempre un pò paura che non si riesca a spiccare il volo. Sarebbe da arrampicarsi sugli specchi, senza ventosa: fammi sapere se ci riesci. Sarebbero da affrontare le cose a muso duro ma il tuo viso è privo di cattiveria e il muso duro non sai proprio farlo. Sarebbe da sfidare le paure, perdere il respiro nei mari del “noi stessi” e nuotare senza sapere di saperlo fare. Sarebbe da sfidare le paure: Se lo stai facendo sarebbe da stimarti e, se nessuno te lo dice, datti una pacca sulla spalla e soffia forte, talmente forte da spazzar via il fieno e il raffreddore da fieno e la polvere. Sarebbe da voltare le spalle, sputare per terra e trattenersi dal perdere saliva e DNA per chi asciugherà ogni goccia di te. Sarebbe da far male, molto male. Sarebbe che: se vinci, perdi la gente, se perdi, stai sempre un po’ simpatico. Sarebbe da fare una corsa fino a perdersi e poi chiedere a qualcuno dove stavamo andando. Sarebbe da andar piano, ma poi viene da accelerare. Ci vorrebbe di non stancarsi e riempirsi i muscoli di speranze e calore e bruciore e pensieri catalogati in ordine alfabetico tra il cervello e il ventricolo sinistro. Ogni tanto fa male, sarebbe da farsi controllare ma, finchè non si cade, tutto può andar bene. Sarebbe da fissare il sole ma se poi ti accechi, con le bende agli occhi, sei brutto e non conviene. Sarebbe da prendere quelle notti per metterle sotto spirito e, nel vortice di una tragedia non compiuta, berne un pò. Sarebbe da non aver paura di niente. Sarebbe e sarebbe bello. Non è possibile. Le nostre molecole hanno bisogno del nostro sudore, delle nostre palpitazioni, degli sguardi agitati e della mancanza di saliva. L’emozione: sarebbe da possederne in comode bottigliette di vetro da stappare a seconda del momento. Sarebbe da provare a volare e, sfracellandosi al suolo, convincersi che non è poi così male. Sarebbe da passare un giorno coi nonni e ascoltarli un pò che qualche verità la tengono sempre in tasca, come le caramelle. Alla panna. Sarebbe bene distinguere la noia dalla stabilità, sarebbe bene distinguere per chi vale la pena. Sarebbe da berci qualcosa insieme: tu mi sorridi, io ti sorrido e il resto vaffanculo. Sarebbe da avere il coraggio di perdonarsi ogni tanto. No quello no che serve sempre essere molto crudeli con sè stessi. Scusa. Imparo. Sarebbe da rubare a Roma il Colosseo, a Parigi la Tour Effeil e a Londra il Big ben, ridere sotto i baffi, tutti che si chiedono chi è stato e tu che sai tutti ti specchi sul soffitto e ti godi la scena. Dai, fa ridere. Sarebbe da fare una carezza, spalmarsi la sabbia addosso poi svieni e ti rialzi e cosa è cambiato? Sarebbe da spezzare il dito di chi ti punta il dito e sarebbe bene comportarsi bene. Ci riesci? Dai, vivi e fai quello che riesci che ci riesci bene. Fai quello che ti senti finchè ti senti bene.

Annunci