Tag

, , , , , ,

Ascoltare “homecoming” di Tony Sly riesce a cullare una malinconia assopita da tempo. Non riesco a vedere la malinconia come una cosa negativa anzi, adoro quello che riesce a portare a galla. A pelo d’acqua ritrovo emozioni di cui mi stavo privando, il coraggio di ripescare in quel piccolo lago, una bella manciata di sorriso e occhi lucidi, gesti brillanti e qualche doloroso momento che, visto da lontano, sfiora tenerezza. E’ una melodia che rapisce il contorno del cuore, lo riporta sul profilo dell’anima, e un cucchiaio di miele dopo il vomito violento dopo un pomeriggio di movimenti al rallentatore, dopo un sabato in cui il diventare grandi non lascia spazio a quelle piccole grandi “stronzate” riprese ed impresse su pellicole ingiallite. Quanti balli dell’estate bruciano nel passato, quanti di questi avresti voluto ballare con la donna dei tuoi sogni e quanta voglia hai ancora di stringertela addosso. Vedi nei tuoi amici lo specchio di quello che sei. Valori saldi, cuori baldi, nervi saldi ma non sempre e occhi meno vispi ma ricchi di consapevolezza. Ascolto “homecoming” di Tony Sly e sento cucirmi addosso le parole di Joe Strummer: Il futuro non è scritto. Tony Sly lo ha capito prima di me e le due gocce di lacrima quel giorno in cui è venuto meno lo hanno insegnato anche a me. E’ davvero così, il futuro non è scritto, il futuro pretende una nostra posizione, la voglia di mettere in gioco noi stessi, il futuro vuole farci tirare la cinghia e portarci, mano nella mano, alla conquista della concretezze, della coerenza. E’ probabile che nonostante mirabolanti promesse, nessuno possa permettersi di prometterci veramente qualcosa, sopratutto se si vanta di promesse che non hanno modo di concretizzarsi a breve. Praticamente subito. Solo alla fine, alla fine di tutto, certe promesse, avranno mantenuto la parola. nonostante tutto questo di promesse ne abbiamo bisogno, promesse come certezze, come appigli ai quali aggrapparci, come sicurezza nei nostri respiri, nelle nostri notti, nella nostra malinconia. La malinconia, una barca che viaggia a pelo d’acqua, che getta sale su ferite rimarginate, che sfiora ricordi di una tenerezza unica. Mi rendo conto di aver bisogno di moltitudini di promesse ma l’unica che vorrei si esaudisse veramente è quello di poter non toccare mai più fondi già esplorati. L’unica promessa è che questa malinconia rimanga tale e mi regali sorrisi da rispolverare in giornate come questa. O piangi o ti crepi di valium. Vedi te.

 

Annunci