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Succede tutto all’improvviso, tutto in una volta. Ti stana, ti raggiunge ovunque tu sia, con chiunque tu sia. Immagini che scorrono sullo slide show di occhi che si gonfiano. Cose che pensavi di aver dimenticato, cose che pensavi di non pagare perchè credevi di essertela cavata, nonostante tutto, egregiamente. L’urto, spaventoso, la ferita, gigante e poi via, si riparte. C’è una mano che nebulizza il “tuttintorno”, come gocce di vapore, gravitano intorno al corpo, senza poggiarsi mai, fluttuano e sembrano non decidersi mai. Ci mettono così tanto, da permetterci di dimenticarcene. Poi si posano, come mille spilli trafiggono, senza chiedere scusa. In cuor tuo sapevi che quel momento sarebbe arrivato e qualcuno che ti avvisa non esiste e la preparazione è candidata alle nomination come “cosa più difficile da fare”. Il cervello viene tempestato da diamanti grezzi e duri e taglienti, momenti che hanno odori riconoscibili, il cervello non si allea alla tua voglia di non ricordare. Lui è Neutro. E’ stato stoppato troppe volte da soluzioni saline e liquidi arancioni per poter tacere ancora. Vuole sfogarsi, probabilmente deve. Deve far uscire l’amaro di cui si è impregnato. Succede. Arriva, tutto in una volta, in un lampo che colpisce e gonfia lentamente. Non esplode mai. Le botte che prendi, prima o poi le paghi. Si torna alla realtà, all’essere umano che vive, solo nel momento in cui la tua anima, prima di andare al lavoro, viene a rimboccarti le coperte. Fino al naso. Tutto in una volta.

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