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Ehy, ciao. Si, sono io, non posso nemmeno immaginare quante persone, ogni giorno, sentano il bisogno di parlarti ma oggi tocca a me, di nuovo a me. Lo sai? Ieri ho sentito il vento sfiorarmi la pelle resa sensibile dal sudore, resa sensibile da spruzzi di cloro. No, davvero non preoccuparti di nulla, è cloro buono, non quel maledetto disinfettante, quello che conosci anche tu vero? Chissà se te lo ricordi ancora. Mi faccio milioni di domande in testa, quasi a darmi fastidio da solo, no no, davvero, fammi finire. A volte devo ammonirmi a voce alta: “Basta con ste domande”. Una devo girartela perchè è un dubbio forte. Non lo so il tuo nome, non conosco nemmeno l’espressione del tuo viso mentre sei serio, mentre sei triste, mentre sorridi. Non ho mai saputo la tua età almeno dimmi e te ne prego, se sei arrabbiato con me oppure no. Dai non girare la faccia e dimmelo, come posso sapere se vorresti scagliare la tua collera contro di me, sai, in fondo lo capirei. Vorrei sapere se ti piace come vivo, se tu avresti fatto lo stesso. Magari a te la musica fa schifo, l’impegno sociale ti disgusta, ma io volevo sapere se steso sulle nuvole mi guardi e vorresti lanciarmi pietre del cielo. Ci penso, mi hai dato parte di te e li, quando sei ai saluti finali con la vita, non credo si possa essere lucidi per poter decidere. Si insomma, come lo si potrebbe essere? In quei momenti non sai nemmeno se sudi o se ti arrivano gli schizzi di cloro in faccia misti a gocce di sangue o a lacrime. Mi piacerebbe sul serio saperlo, magari dimmelo mentre dormo, o dimmelo all’improvviso. Svegliami pure, non preoccuparti, sono abituato a non dormire molto. Tu vieni e non importa se la faccia non la mostri e nemmeno ti chiedo di usare la voce. Del tuo nome posso fare a meno ma almeno dimmi questo. Ci conosciamo da 10 anni, penso potremmo farle due chiacchiere. Chissà poi dove sei finito, chissà se ti ascolti i Clash e chissà se tu Joe Strummer e Bob Marley li hai mai visti. potremmo essere amici, visto che vivi con me, potremmo farci due risate, bere un bicchiere d’acqua fuori dal frigo e potremmo scambiarci opinioni. Potremmo, addirittura, insegnare l’uno all’altro tutte quelle cose che abbiamo sempre detto poco. Una morosa ce l’hai? Chissà, li dove sei, queste cose come funzionano. Io spero di si. Spero di si perchè grazie a te ho capito che l’amore è una di quelle cose che fanno il solletico dappertutto, che comunque vadano le cose un sorriso te lo strappa. Vorrei presentarti il mio d’amore, anzi, tra me e te, me lo hai mandato tu? Se è così…Complimenti, per il gusto e la finezza dei suoi gesti, è meravigliosa. Mi piacerebbe raccontarti tutto di lei ma nei giorni di pioggia ho capito che pronunciare tante parole serve a poco, sarebbe come cercare di schivare le gocce che scendono. Quello che conta è aprire l’ombrello e aspettare che finisca. Il sole torna sempre. Ecco si, l’amore è il sole che torna ed è l’ombrello che credevi di aver dimenticato. Beh, in sostanza, se me l’hai mandata tu devi averla presa li tra gli angeli migliori. Ci sono gli angeli dove sei tu? A me piacciono i fari, si quelli che stanno in faccia al mare e che aiutano a tornare a casa. A me piacciono le ancore, a me piace la vita come è ora. Chissà i tuoi amici. A questo vorrei non pensarci ora, ma scrivo e scrivo e nascosto tra i tubi del petto sento l’intoppo. C’è una mancanza che rende il deglutire un’azione piuttosto complessa. Forse sta arrivando dove sei tu, guarda, trattamelo bene, che il bene che gli voglio è dispari. Chissà loro dico. Io ne ho un sacco e sono tre sacchi belli. Forse dovresti ringraziarli anche tu perchè senza loro appena tu te ne sei andato avrei mollato. Ti immagini senza amici? Hai ragione, meglio non immaginarsi più niente che ad immaginare troppo di domande ne vengono mille ancora e ad ogni domanda non c’è sempre risposta. Poi uno si accanisce per cercarla e diventa odioso, lo so, hai ragione. Uh, senti a proposito, a me piace un sacco scrivere, se ti va di leggere qualcosa questo è il mio blog, poi se mi dai l’indirizzo di dove stai ti mando i libri. Ah, non puoi darmelo? Va bene fammi sapere come possiamo fare. Ci tengo. Ah, senti ancora, tutte quelle robe di Dio, di gesù, sono mica vere? No perchè dicono che qua è tutto merito di Dio e colpa nostra. Si certo, lo dicono davvero, più che altro nel mio caso è merito tuo e di chi ci ha unito ma qua la vogliono mettere così quindi se tu riuscissi a farmi capire come funziona nella vera verità a me piacerebbe poi dire qualcosa a riguardo. Da quando non ci sei, sai, di cose ne sono successe a bizzeffe, non so nemmeno quanto tempo hai a disposizione, penso però che tutto possa seguire tutto su un maxi televisore che ti mostra la vita in HD. Di tutto quello che succede a me va bene ogni aspetto solo a volte, ma sto cercando che la cosa si ripeta il meno possibile, mi sento quel retrogusto di tristezza in tasca. Ci butto dentro le mani ma non ne vuole sapere di uscire. Sai chi la aiuta? La paura! Malefica vigliacca, vischiosa ed arrogante paura. Come dici? Si, magari ci ci trattiene perchè di star male si è stanchi. C’è una cosa che non sopporto, non sopporto che a tutto debba stare attento, mi sento esplodere il cervello sai? I “stai tranquillo” fanno poco quando tra costole e pancia hai la mappa del cielo tracciata dai bisturi. Si si, è un segreto mio e tuo, non dirò a nessuno che il bisturi taglia un pò anche l’anima. Stare attento a tutto e lasciarsi andare quasi mai, non è noioso, no davvero. E’ ansiogeno, sempre allerta con i nervi pronti a scattare, sempre allerta, sempre attento a tutto, quando non è affatto necessario. Dovrei imparare a farlo solo quando non lo è affatto. Necessario dico. Tra l’altro questa anima, mica sapevo di averla! Che sorpresa! L’ho scoperta non troppo tempo fa, ricordi l’amore grande di cui ti parlavo prima? Lei sa accarezzarmela. No, non puoi chiedere a me se io riesco a farlo con lei. Piuttosto: Insegnamelo! Dai che sono sicuro che li dove sei qualche trucchetto te l hanno insegnato. Piuttosto…dove sei? Mica per altro, è che ogni tanto vorrei venire a bussare e a fare due chiacchiere con te. Ciao, sono Io! Tu che mi apri e mi dai l’acqua fuori frigo, io ti ringrazio e vedo se sei arrabbiato o felice. Sei felice se vado a suonare? Qua c’è gente brutta che non vorrebbe ma io non riesco a stare senza. A proposito suonare rende liberi, quando suono ti sfioro, ieri ho fatto anche il DJ, dai, lo avresti mai detto? Mi sono divertito ma il legno della chitarra sa di linfa. Devo salutarti ora, scusami se ho parlato di paura, magari non era il caso con te, solo che sono dieci anni e mi fanno un pò di casino e oggi mi si bloccava il respiro. Tranquillo, ora respiro bene.

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