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Faceva buio presto in quel periodo dell’anno. Sarebbe stato meglio senza tutto quel casino, magari si sarebbe rimasti in casa a cuocere castagne, imparando bestemmie nuove buttano l’orecchio di la, nella camera dei grandi. Sarebbe stato bello pensare ad un fuoco accesso nel camino e star li a non far nulla. Il buio era bello guardarlo da dietro la finestra. A trovarcisi dentro faceva male, faceva schifo, faceva salire il freddo da dentro i pantaloni. Nascosto in quel campo di erbacce, piccolo com’era nessuno l’avrebbe visto, anche se loro erano alti, e grossi e brutti. Un sorriso nel pensiero di quelli che parlavano quella lingua strana e di quanto fossero brutti. Dormire, come e dove? Fa freddo e a fermarsi non riuscirebbe a portare le buone nuove al capo brigata. C’era da guadagnarsi complimenti a portare buone nuove alla brigata. Succedeva che quando succedeva gli facevano tenere su una pistola o un fucile, magari un tozzo di pane e salame. Era contento di portare le buone nuove alla brigata. Su, forza, si fece coraggio, non era poi così distante. In fin dei conti non mancava poi tanto al nascondiglio. C’era da finire il campo, girare giù per l’aia di quella casa col tetto a metà. Ricordava di quel tetto a metà, era iniziata così. La prima bomba aveva fatto a metà quel tetto. Per un attimo gli venne da pensare a quelli che c’erano dentro. Li conosceva. Gli stavano antipatici, persone pidocchiose e meschine, come diceva suo padre. Ora che il tetto era a metà gli stavano meno antipatici. Non c’era tempo da perdere respirò aria sulle mani a scaldarsi e via a correre che se lo fermavano doveva solo dire che stava tornando a casa. Guai a dire della brigata. Lui alla brigata voleva bene, lo trattavano come se fosse grande, quei brutti che parlavano strano tiravano schioppetate e rubavano cose. urlavano anche al nonno. Non si urla ai nonni, anche se sono sordi. Correndo pareva facesso un gran casino il respiro grosso che aveva, lui si immaginava gatto, che i gatti sbucano fuori e non si sentono. Passò lungo il recinto scalcinato della casa col tetto a metà, di nuovo nel buio di quel pezzo di collina, l’erba pareva una coperta a fargli il solletico alle caviglie. mancava poco, pochissimo. Si immaginava la cenere calda sul terreno umido, buona ancora per riscaldarsi un pò. Si immaginava quel “Chi va la!” e lui che, fiero, avrebbe risposto “Sono io, Cristo santo, ancora non lo capite?”. Alla tempia un gran freddo, il brivido scendeva giù nel collo e anche se quel brutto strillava, non lo sentiva e non si capiva. Non che avesse paura, voleva solo che smettesse di sentir quel freddo. “Sto tornando a casa”. Poi una colpo secco e sordo, il freddo se lo era portato via proprio quel colpo, ora il caldo e il cuore urlavano, sembravano essersi messi dentro la gola. “Allora! Laggiù! Ho preso il giusto o ho tirato sbagliato?. Una voce che conosceva, e che capiva. Quello li caduto sopra di lui non riusciva a spostarselo, faceva schifo e pesava troppo. Pesano troppo quelli che odiano tutti e gridano sempre. “Allora, chi c’è laggiù?! Devo risparare?”. Sudando tra tutto quel freddo riuscì a liberarsi e a far notar la testa fra l’erba alta. “Non sparare capo, sono io”. Gli si fece avanti, lo riconobbe, puzzava di paura. “Non hai ancora imparato di far più piano per venire fin quassù?”. Disse di aver freddo e di aver fame e poi aggiunse: “Che mira compagno che avete, voi della brigata anche col freddo sapete tirare?”. Un grassa risata: “No, non sapevo nemmeno cosa fosse un fucile fino a qualche mese fa e come me gli altri. Si impara, con la paura e la fame e il freddo, si impara, se non vuoi più tutto questo”. Certo anche lui non voleva più fame e freddo e non voleva quegli incubi e quelle bombe. “Anche io dovrò imparare”. Si guardarono. “Andiamo al nascondiglio, dalla brigata, qua non è sicuro. Quale nuova porti ragazzino?”. Non vedeva l’ora che gli venisse chiesto: “Buone nuove compagno, davvero buone nuove”. Dice che la guerra è finita che non si dovrà più morire, si dice che la gente come voi è libera, ed ha imparato a sparare per tutti. A fare passi indietro, prima o poi, ci si trova sull’orlo della morte.

Fino all’ultimo bandito, fino a capire che la resistenza ha il colore della libertà e del sangue di chi ha dovuto morire per farne godere a noi.

 

 

 

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