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Ad essere uomini non ci si guadagna in muscoli ma in lealtà. Ad essere uomini ci si accorge da chi uomo è stato, magari nell’ombra, magari senza riflettori puntati, prima di noi. Ad essere uomo ci si può sentire una forza che non è circondata affatto da steroidi o abbronzature fuori stagione piuttosto da un carisma che vuole rispondere presente, da una forza che che fa chinare la testa e ammettere un errore. Una forza in grado di sporcarsi le mani di detersivo per i piatti, una forza capace di abbattere montagne di pannolini o panni sporchi e gocciolare gli occhi di fronte a qualcosa di suo. Essere uomo aiuta a mettersi in discussione senza pensare affatto di essere i migliori del mondo, senza pretendere di esserlo. Ad essere uomini ci si guadagna in esperienza e si imparano nuove lezioni che, tenute li, al caldo, conservano gocce di profumo da mettere in occasioni speciale. Come essere cemento armato, pilastri di dignità e di presenza, braccia forti che sorreggono e incoraggiano che si trasformano in coperte e lenzuola, pronte ad accarezzare. Ad essere uomo sarebbe bello avere un compattezza d’animo da far sentire, chi sta al fianco, come fosse a casa, come se fosse sempre al sicuro. Sempre. Al sicuro. Aiuta a dare aiuto e a guardare negli occhi, vestiti con scarpe verniciate o con scarponi da lavoro, non importa. Ad essere uomini si capisce che voltare le spalle senza parlarne non è lo spettacolo che ci si attende, si capisce che la passione fa sudare e riesce a non farti dormire ma te ne ripaga in respiri e attimi, in sospiri e desiderio. Ad esser uomini si impara a non tirarsi indietro, si impara che il momento di sentirsi soli è solo il momento di attesa che viene prima di sentirsi in tanti o di sentirsi in due. Aiuta a capire e ad essere capiti, aiuta a prendere a fucilate l’arroganza con proiettili di inestimabile sincerità e fiducia. Ad essere uomini si prende su il telefono e si chiama un dottore, per la prima volta da soli, anche se si ha un’età in cui si sarebbe dovuto farlo molto prima. Ad essere uomini si è liberi di pensare al futuro che non dipende da partite di calcetto o da auto libere di macchie o di strisci. Se gli strisci son nell’anima e se si dimentica dei “Ti voglio bene” o dei “Volevo solo sentirti” non c’è carrozziere che possa riverniciarla. A volte è necessario crescere inf retta per ritrovarsi appesi a momenti mai vissuti. Essere uomini…lo si diventa se si capisce la sconfitta, se non ci si crogiola in vittorie, se si è in grado di rimanere lucidamente se stessi. Lo si diventa quando nella donna si trova l’equilibrio e non si hanno bisogno di epici sfoghi per restrizioni esistenti solo tra quelli strisci o tra quei soldi a cui si da un’importanza letale. Lo si diventa in un biglietto, o in una lettera, sotto la doccia mentre l’acqua dovrebbe coprire il ritmo incalzante dei guai. Si guardano obiettivi fino a far passi adeguati alla lunghezza delle proprie gambe, non ci si lascia sfuggire l’arcobaleno con l’entusiasmo di esserci.  Non sono guerre di carri armati come non sono carni scoperte su cui sbavare a rendere un uomo tale. Sono le ore in fila al buio o al sole ma senza mai fiatare, sbagliando per poi rialzarsi a camminare, in piedi ad aspettare o mano nella mano in una notte a guarsi respirare, a fare di un ragazzo un uomo degno di tale nome.

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