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Disegnare, cosa significa? A provare a pensare di tornare indietro col pensiero mi vien da credere che è stata la prima cosa che ho imparato a fare. Certo si, fuori dai contorni e un pò a caso, ma si sa, da bambini la mente viaggia libera e se si parla di confini ci si aggrotta la fronte e si continua a varcarli senza neppure sapere cosa sono. Disegnare e voler rappresentare il mondo. Tutto, mi pare ovvio. Usi il rosso per la prima macchina che hai visto, per un campo di papaveri, per disegnare una rosa che spicca nel giardino o per quella macchia di sangue nel fazzoletto la prima volta che ti sei sbucciato o sbucciata una ginocchio. Usi il giallo, per il sole, per un pulcino che hai visto dalla nonna, per il puntino delle margherite. Usi un sacco di azzurro e di blu per il cielo, per il mare, per gli occhi di tuo padre. Usi il grigio per le strade, i pali dei lampioni e poi ancora marrone e verde per gli alberi che vedi ogni tanto sulle montagne, l’arancione per il leccalecca e il viola che si trasforma in indaco quando devi finire l’arcobaleno. “Ecco il mondo!”, dici, con sicurezza. Per il bianco, per il bianco decidi di lasciare il foglio così come lo trovi. Per il nero, per il nero prendi il pastello e fai di nero i capelli di tua sorella o di tuo fratello e fai di nero la pelle del tuo migliore amico, o del vicino. Disegni, socchiusi, gli occhi della tua compagna di classe e la tua pelle la colori di rosa. E’ così. E’ così il mondo. Come lo vedi. Non è che vai a pensare che un colore sia meglio di un altro. Li usi tutti e tutti sono belli e tutti necessari.

Togliete ad un bambino tutti i colori, tranne il bianco? Disegnerà qualcosa si, ma senza anima, senza vita. Sicuramente non avrà i mezzi per disegnare il mondo. Così come lo vede, senza essere condizionato da nulla. Come potrebbe disegnare il sole? Il mare? Il cielo? Il suo compagno di giochi? La sua amica di scuola? Avendo solo il bianco e il nero? Eppure ci sono persone che si costringono a questo, che si limitano ad un bianco e nero continuo. Ad un bianco-buono nero-cattivo che li porta a vedere il mondo in maniera distorta. C’è il bianco, che è colore migliore di tutti! perchè? Si potrebbe dire a queste persone di provare a pensare al colore della luce. Bianca! Ti risponderanno spavaldi. No, il colore della luce è l’arcobaleno. Bisogna proprio sforzarsi vedere il mondo buono tutto bianco. Non ci sono colori migliori, tutti sono uguali, importanti ed essenziali.

E’ davvero molto difficile, quindi, essere razzisti. Dovremmo togliere al mondo tutti i colori. Togliere colori al mondo è da razzisti, costringersi a pensare che chi non è come noi è da razzisti. Da razzisti è togliere i colori ad un bimbo. Il mondo è semplice, come si vede perchè complicarlo e cercare di disegnarlo come non è? E’ davvero molto difficile essere razzisti. Semplicemente non siatelo e continuate a colorare fuori dai confini stabiliti che, se lo fa anche il bambino accanto al vostro, vedrete la magia di scoprire nuovi colori. A mischiarne si creano nuove melodie e nuovi mondi. Disegnare a colori insegna a non essere razzisti, insegna a non avere paura.

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