Tag

, , , ,

“A me da noia. Si, a me personalmente, da proprio noia non trovare parole adatte a descrivere un qualcosa che sento”. Questo era quello che pensavo fino a pochi giorni fa. Ora mi trovo a credere fortemente che sia giusto così. La lingua italiana è per poeti e scrittori, per chi questa lingua l’ha inventata e portata a se con un utilizzo sopraffino. Poco importa se parte dal borgo o dal castello, il suo uso corretto è capace di metterti al tappeto, di catturare quel verbo fino ad inchiostrarlo e renderlo visibile, leggibile dagli occhi tutti. Si pensa di dover usare sempre un sacco di parole per quello che si porta addosso e quando le parole finiscono? Ecco la noia da dove trovava origine. Da questa semplice domanda.  Ci sono gesti che delle parole ne fanno un sol boccone, dove finisce l’incredibile “scripta manent” cominciano gesti che a descrivere si ricadrebbe nell’errore di renderli per tutti uguali. Invece no, per ogni essere vivente ogni gesto può assumere un significato diverso. Descriverlo potrebbe togliere magia, potrebbe togliere il momento giusto.

Trovo il non trovare parole oltre modo romantico con quel pizzico di imbarazzo che toglie descrizione a chi non vive l’attimo come è giusto fare. Puoi sentirti scemo, puoi aver la faccia da scemo. Non importa tutto questo se la vivi come ti sento dentro, se fai quello che ti senti annullando parole insieme la salivazione non spruzza acqua e la gola arde. Non esistono parole per troppi momenti della nostra vita. Nemmeno a cercarle sul vocabolario Ad essere tutti muti scopriremmo lati di noi incredibilmente fantasiosi, di tanto in tanto comici magari ma terribilmente romantici o disperati da rendere la realtà più cruda e rosa o rossa o gialla o verde o blu o nera o azzurra. Prova dire ad esempio “ABBRACCIO”: si capisce perfettamente di che si tratta ma quello che ci sta dentro, quella cosa li che parola ha nel vocabolario? A cosa corrisponde sotto che lettera la trovo? A volte, quindi, mi arrendo, lascio le parole per affidarmi all’energia di tutto ciò che mi circonda. Oh, è supermegaiperfantaultra galattico. Semplicemente è bello. Molto bello.

Le parole e la scrittura nascondono però un segreto al quale affidarsi: L’IMMAGINAZIONE.

 

Annunci