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Il gheriglio della noce sembra essere un cervello.

Tutte le lacrime del mondo sono pronte a spiaccicarsi al suolo se non arriva in tempo un dito ad interromperne la corsa e addolcire la guancia, strada, da sempre, dei mille motivi per cui una lacrima può essere versata. Lacrime, lacrime, lacrime accompagnate da singhiozzi, urli, respiro che si interrompe. Una pioggia di piccoli grandi drammi, piccole grandi scoperte, piccole grandi gioie. Richiami di attenzione quando ancora non ci è data parola, voce della paura quando vediamo qualcosa che spaventa, lubrificante di scatti di vita immortalati per non scordarli mai. Rigano il viso e colano strati di trucco, sformano e sfumano make up studiati o spalmati in fretta e furia. Improvvisi sfoghi tra braccia amiche, fraterne. Improvvisi sfoghi tra braccia che ti hanno dato vita alle quali non ti affidi più da troppo tempo. Lacrime di coccodrillo. Le odio. Perchè poi si chiamino di “coccodrillo” proprio non lo so. So solo che le odio. Arrivarne a versarne è il dazio da pagare nel momento  per esserci dimenticati di una parte di noi. Amo gocce di lacrime che sostituiscono parole inutili e il singhiozzare non mi pare il caso di paragonarlo a somministrazioni bambinesche di fragilità. Trovo adulto piangere, anzi no, trovo la lacrima un piccolo segno di libertà e il pianto uno stato d’animo senza tempo e senza età. Un istinto che reprimiamo, un istinto che si plasma a seconda del carattere, un istinto che, a pensarci bene, è la prima cosa che impariamo a fare dopo respirare. Lacrime che cristallizzano sul volto, sul proprio e su quello di chi ha causato o provocato tale emozione. Cristallizza, carica di sale tanto da bruciare, che sia di pioggia o di rabbia, di paura o di aiuto, la lacrima brucia e il cervello si libera. Senza parlare si può dire tanto, essere superuomini magari è riuscire a raccogliere lacrime di chi lacrime ce ne fa versare di gioia. Piangere, non è detto che sia di dolore. Scorze di noce impediscono di dare aria al cervello, per il cuore abbiamo il pugno e sentirlo pulsare è come respirare dopo essere stati in apnea. Le lacrime sanno di spremuta di cuore.

Il gheriglio della noce sembra essere un cervello.

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