Tag

, , , , ,

Una mano che stringe una mano più piccola, il calore che non ti lascia e, anche se troppo, va bene lo stesso. Un gigante visto dal basso severo quanto basta per farti capire chi comanda, dolce come quel vento che aspettavi sulla pelle che brucia in un’estate difficile. Sangue che in due provette diverse scorre allo stesso modo perchè uguale, la giusta dose di nervoso che sferra pugni al muro per ogni NO che non capisci al momento ma che capirai quando sarai tu ad avere a che fare coi pericoli a cui quei NO ti hanno sottratto. Un esempio, quello che dovrebbe essere ma che raramente riesce ad essere. La bufera più grande che ti rallenta e la spinta che ti serve per volare. Il momento giusto, il momento giusto che non sai valutare. Il consiglio più prezioso e la rinuncia più dolorosa, la voce che si trasforma e che confonde da dietro un telefono. Il confine degli occhi che, anche se rovinati non importa, a seguirlo con l’indice della mano è quello, senza differenze. Il confine che racchiude gli occhi è lo stesso. I difetti che possiede e che odi li rivedi in te, i pregi che si scontrano dentro e tra i denti fino all’ultimo litigio. Il momento di separarsi, quel momento in cui ti volti dietro e lo vedi, lui che ti fa cenno di andare, che andrà bene, tu che non gli credi ma lo fai perchè se te lo dice lui allora è vero. Ogni freno che hai e ogni discussione che avrai, l’uomo a cui tieni di più al mondo e che più è incline al deluderti. Un eroe, se tutto va bene, una mancanza che senti dentro se le cose non vanno come ti aspettavi. L’errore non tuo ma che presenta a te il conto, con gli interessi di una vita che non fa sconti. La forma delle mani, la forma della faccia, l’orma del suo piede sulla sabbia, la porta che gli sbatti in faccia, gli insulti che gli tiri contro, il male che gli fai senza saperlo, il rinfaccio di cose fatte sempre in agguato, le strade percorse insieme, i momenti in cui non ci è stato e doveva esserci i momenti che vorrebbe recuperare e a cui non riesci a dare risposta. Per tutte le volte che non c’è stato e per quelle in cui c’era. Per i favori fatti controvoglia e per tutti i discorsi preparati di notte sotto le coperte e puntualmente rinviati a data da destinarsi. Tutte le volte che non ha capito e tutte le cose che non capirà mai, proprio mai. Nelle sue paure o nel suo menefreghismo, nella sua stanchezza o nell’angoscia del pensiero di ciò che gli è stato tolto. Quel gigante che si è rimpicciolito mentre man mano che crescevi e la sua autorità che, scemando, mina sempre meno la tua libertà. Tutte le cose che hai imparato e tutti quei momenti in cui ti saresti sotterrato. La collezione di vinili e le domande più scomode. Lo schiaffo che ti ha insegnato a conoscere il sale delle tue lacrime versate per un capriccio. La voce amica in una notte da incubo. Tutto quel sacco di cose che avrebbero dovuto essere e non sono state. L’incredibile capacità di odiarlo e amarlo nello stesso momento. Ogni cavolo di sbucciatura sulle ginocchia e ogni sorpresa a cui hai assistito. Non è dato a tutti il dono di saperlo fare, nessuno ha possibilità di scelta. Il mestiere più difficile del mondo, quello del padre. Io lo chiamo Babbo, ma per essere un Padre non basta il sangue. Serve altro.

Annunci