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Uno di questi giorni tornerò ad allacciare fili d’erba come fossero lacci di scarpe, li legherò stretti fino a sentire la linfa bagnarmi le mani e l’erba scurirsi. Uno di questi giorni ti guarderò dormire tutta la notte e mi avvicinerò al tuo viso per sentire come respiri. Uno di questi giorni fingerò di essere un cantante famoso e userò una bottiglietta d’acqua come microfono. Non solo, immaginerò la chitarra dei miei sogni e immaginerò di saperla suonare brandendo bracciate in aria. Uno di questi giorni dirò a mia sorella che le voglio bene e forse anche ai miei genitori. Uno di questi giorni andrò a trovare i miei nonni poi passerò a prenderti e andremo a prendere lo yougurt, quello rosa e bianco. Scoppierò in lacrime dal ridere e riderò a crepapelle senza averne motivo. Dormirò tre giorni e due notti poi due giorni e tre notti. Uno di questi giorni scenderò in piazza coi miei ragazzi e lotteremo fino alla fine, fino a sentirci banditi, tornando, racconteremo l’un l’altro le nostre vite e ci sentiremo più grandi, più malinconici e sicuramente più leggeri. Un giorno mi convincerò che piangere significa sapersi emozionare. In realtà  è una cosa che so anche se regole antiche impongono di vergognarsi. Stupidaggini. Un giorno appallotterò tutto il mio coraggio e la mia forza e li userò per farne montagne di cose che amo fare, poi, sempre quel giorno, chiuderò la paura in un angolo e le farò del male. Un giorno partirò da casa per andare al lavoro e al lavoro non andrò affatto, all’ultima rotatoria tirerò dritto e alzerò la musica che mi faranno male le orecchie. Un giorno andrò dai miei amici e li troverò tutti li, dove sono sempre stati e dove sempre saranno. Andrò da loro e, in quei cinque minuti in cui riusciremo ad essere seri, dirò loro che senza, senza la fortuna di trovarli, non ce l’avrei mai fatta. Dirò loro dei loro occhi quando non riuscivo ad aprire i miei, dirò loro dei miei pensieri quando, a pancia in su e tubi ovunque, pensavo di tornare. Un giorno li abbraccerò tutti e racconterò loro delle mie storie, di come sto veramente, di quando arrivano i fantasmi e di quanto mi abbiamo insegnato, sia loro che i fantasmi. Un giorno cercherò di far capire a tutti loro le mie lunghe assenze, cose difficili da spiegare, è vero, ma loro, nella loro ingenuità, nelle loro piccole grandi vite, nei loro sprazzi di superficialità, nel loro rispetto, nel bene che mi hanno iniettato nelle vene quando scorreva varachina mista a sali minerali, in tutto questo, loro, ascolteranno e nei loro vestiti così diversi fra loro, sapranno stringermi e portarmi con loro. Un giorno andrò dai miei amici e dirò loro che con le loro mani hanno riattaccato ogni brandello di pelle che se ne ne stava andando. Hanno accarezzato l’anima fino a rianimarla. Un giorno andrò da loro e ci sarai e si sentirà: “Click” e poi “Boom”. La vita esplode e mi verrà da guardare il cielo e pensare che vorrei continuare ad essere costretto a guardare in alto piuttosto che in basso. Un giorno parlerò come un figlio devoto parlerebbe al suo Dio. Userò quel tono di redenzione e pace ,di onesta paura e di gratitudine immortale. Parlerò a chi porto in pancia e mi ha donato una seconda possibilità. Un giorno andrò in chiesa e metterò alla prova i fondamenti di mistiche credenze travestite da fandonie. Uno di questi giorni entrerò in una chiesa rispettando gli orari di confessione. Confesserò la voglia di scuse che ho, confesserò si, ma non per me ma per mio padre e chiederò di quella volta che è stato cacciato, proprio quando chiedeva aiuto. Uno di questi giorni ti farò tremare e quel tramare sarà nostro e di nessun’altro e guarderemo in faccia il futuro cavalcando onde, tornando a galla per splendere al sole. Uno di questi giorni dentro ai cappucci dei nostri giubbotti prenderemo schizzi di mare in faccia e saremo serissimi al momento dello scambio del colore degli occhi. Uno di questi giorni appenderò alle pareti dei polmoni tante finestre che mi aiuteranno a respirare a fondo e a recuperare tutti quei respiri persi e oppressi. Un giorno andrò in California e a New York, poi andrò a Londra e poi andrò a Firenze, poi a genova, poi andrò al mare e in montagna, mi tufferò con un bob da mille metri e cadrò surfando sulla sabbia, non sarò mai stanco e andrò in Scozia, starò steso sull’erba smeraldo con le scogliere a strapiombo su mare superincazzato. Un giorno farò tutto questo e lo farò tutto in un giorno. Un giorno berrò tutto l’alcool che in questi anni ho usato per disinfettarmi, scorderò il mio nome ma non il mio cognorme, tornerò a casa vomitando per un motivo. Uno di questi giorni non dovremo più separarci e non avremo la faccia triste al momento dei saluti. Uno di questi giorni vedrò con tutti e due gli occhi che ho e vedrò la prospettiva di una vita che sarebbe stata così bella se non ci fosse stao quel giorno in cui mi sono addormentato senza risvegliarmi? Uno di questi giorni avrò davanti una distesa di gente che gli occhi non riusciranno a capire più nulla e si confonderanno, suoneremo su un palco lungo un Chilometro e mezzo. Staremo comunque vicini perchè lontani non ci sappiamo stare. Tu sarai li ad aspettarmi e io ti manderò un bacino e tu arrossirai e io uno di questi giorni ti farò arrossire fino a farti diventare color delle fragole. Magari ti mangerò uno di questi giorni. Un giorno andrò ad un concerto e ci saranno tutti quelli che ci voglio che ci siano e suoneranno tutti i gruppi che deciderò io e faranno il concerto migliore del mondo e io vincerò il premio di “Quello che ha fatto il miglior concerto del mondo”. Un giorno scapperemo dalla finestra e andremo a costruire, in aria, castelli di sabbia che non crolleranno, prenderemo la bici fino alla secondo stella a destro e poi dritto fino al mattino. Uno di questi giorni ci scambieremo le scarpe, così, per capire come si sta nella vita dell’altro. Uno di questi giorni inviterò tutti a casa mia e mangeremo la pizza più pizza del mondo e berremo la birra e faremo dei rutti che Thor diventerà piccolo piccolo e non farà più paura a nessuno. Faremo un falò di puttanate e le canzoni d’amore le terremo chiuse in un cassetto perchè a noi piacciono ma fa strano ammetterlo. Uno di questi giorni prenderò in mano un girasole e aspetterò sveglio il sole per vedere se il girasole gira davvero e prenderò una coccinella per vedere se porta fortuna. Un giorno spremerò due arance e ne filtrerò il succo col passino, leggero un libro tutto d’un fiato su un terrazzo piccoloo e tiepido. Uno di questi giorni ho ricevuto in dono un quadrifoglio. Mi piace un sacco ed è mio e vorrei trovarne uno io ora e fare a scambio di fortuna. Un giorno andrò nel più grande negozio di musica e ascolterò tutta la musica che c’è e se le gambe tremeranno di stanchezza comincerò a ballare e tu ballerai con me. Dai, non ti vergognare, balla che sei bella e prendi la chitarra che ti insegno io a suonare. Uno di questi giorni farò una foto con la felicità per ricordarmi che esiste e che quando c’è bisogna tenerla stretta legarsela al polso o al collo come la più bella collana mai posseduta, come l’ossigeno nell’aria. Come ai tempi in cui l’azoto rendeva il cielo azzurro. Un giorno vi racconterò di quella volta che la vita è cambiata, lo farò sottovoce, tenetevi liberi per quel giorno ok? Vi vengo a suonare al citofono, facciamo merenda e spegniamo la TV.

Dunque, io quel giorno…

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