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Le case produttrici di automobili potrebbero far risparmiare ai loro futuri clienti qualche spicciolo evitando di dotare le loro produzioni di frecce. Si, le frecce direzionali, potrebbero ometterle dalle macchine, tanto nessuno le usa più. Ci avete fatto caso? La cosa che mi turba è che ormai la gente non si meraviglia più. Lo stereo passa un gruppo nuovo, lo ascolto quando mi ricordo, tra uno sguardo che regalo ai binari che si confondo con l’orizzonte del mare e la collina che scende sulla destra dalla parte opposta. Sembrerebbe una giornata calda a vederla da dentro. Uscendo l’aria fredda punge e il sole inganna le ossa. Non le riscalda affatto. C’è la voglia di prendere per mano le sole cose e persone che riescono a stimolarti e farti sentire vivo e partire, partire dove il sole non è bugiardo e dove nessuno è pronto ad accoglierti con un coltello dietro la schiena e un sorriso in faccia.

Combattere, si perchè è proprio una battaglia. Il nostro paese si è trasformato in un campo di battaglia, pochi viveri ammassati nelle mani di chi gestisce la quasi totalità della distribuzione della felicità o del lavoro. Nessuna possibilità di replica, ci sono caschi pronti a colpirti, nessuna possibilità di ricominciare, nessuna possibilità di restare? Non lo so. Resistere, questa è la cosa che so fare meglio perchè la condizione di alcune persone non dipende dal luogo ma dall’essere. Rimboccare le mani e rinunciare a qualcosa per un nastro trasportare che ti conduca ad un essere migliore, un essere di nuovo pieno di grinta. Ci rendono schiavi e delusi, tolgono persino illusioni e mangiano tutto.

Chi gestisce sembra come quei porci della “Fattoria degli animali“. Maiali in posizione eretta, ai miei occhi e nell’essenza sempre maiali rimangono, potremmo tornare a fare come una volta. Scannare il porco ed evitare di obbedire, scannare il porco e non buttarne via niente. Avremmo tutti la pancia un pò più piena. Bisognerebbe essere più furbi ma ci sono persone che non riescono e sono proprio loro a soccombere per prime. Resistere dunque e sperare e trovare qualche non-furbo che abbia voglia di stringerti la mano. Piacere non-furbo, piacere mio non-furbo, uh anche lei un non-furbo? Si anche io. Come vanno le cose? male, vanno, sempre male, come a tutti i non-furbi e ci si fa una risata e tra non furbi si ride, di gusto, ci si scalda come un grappa in un inverno che non si placa nemmeno in estate.

Per risorgere bisognerebbe prima essere morti. Forse lo siamo, credo proprio che molti lo siano per arrivare alle estreme conseguenze, al martirio continuo di futuri progetti. Si può risorgere quindi e si deve fare un gran bel casino per farlo. la gente, tutta la gente, ha il potere di essere tale. Una squadra intera di persone che unite possono sconfiggere qualsiasi cosa. A volte di persone ne bastano due per migliorare una vita, prendere e partire per sperare di trovare un paese migliore nel tornare dopo qualche tempo. Sarebbe preferibile avere forze fresche per questi tempi supplementari, gente che le cose vorrebbe cambiarle qua, gente che ha iniziato a cambiare il proprio cammino nel posto dove ha ancorate le proprie radici. Ecco cosa perde questo Stato la dignità di queste persone, la tenacia e la forza.

Sulle montagne o nelle piazze, nelle strade e nelle fabbriche, nelle scuole e nei tram e nelle automobili, le feste non esistono se non c’è movimento se non c’è l’appiglio giusto e la capacità di cambiare. Cambiare condizione, uno squizzo di ribellione giornaliera e di sacrifico unico. Persone che vogliono la vita abbracciata da una soffice coperta di sicurezza, guanti di certezze e sciarpe di rivolta. Tornare a sorridere e a popolare un mondo stanco. Tornare a mettere la freccia. Tornare a capire che il sole sorge da sempre ad EST e ad ogni suo dormire corrisponderà un suo risorgere. Da sempre e per sempre.

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