Per come sono fatto. Per come sono fatto io. Trovo il pescatore la persona più paziente del mondo. Dimostra sempre un pò di più dell’età che ha. Si. penso che sia normale. Loro se ne stanno li e se ne stanno sempre li ed è come se aspettassero la pioggia. Aspettano il freddo fino. Quello gonfio di ghiaccio. Quello che arriva insieme al mare. Aspettano il freddo, e aspettano il sole che cuoce, che rende la loro pelle dura. La pelle di un pescatore porta i segni delle stagioni ed in silenzio racconta quello che gli viene suggerito. Dal vento o dal mare. Il pescatore, secondo me, sa sempre un sacco di cose. Sa storie di viaggi, sa storie d’amore che durano una notte. Di ogni notte. Una diversa per ogni porto in cui è stato. La barba corta o lunga. Mai curata. Strizza gli occhi per scandire la differenza tra l’inverno e l’estate. Vive libero.

Da sempre l’impressione di avere sempre e comunque la stessa espressione. Del silenzio ne fanno fascino. I segreti racchiusi tra le spalle. Il filo da pesca gli ha spaccato le mani. La salsedine cura le loro ferite. Del vino o del whiskey pensano al cuore. Di tempo sembra non averne mai per gli altri. Lo usa per fissare l’orizzonte scorgendone i cambiamenti. Da un colpo di vento sa cosa succede. Chissà. Forse qualcuno a lui suggerisce del tempo o di nuvole ricche di pioggia o di un caldo che suda. Parla di tramontana, di scirocco e di venti freddi che nemmeno la plastica del suo impermeabile riuscirà a fermare. Il suo profilo sembra impenetrabile. Quello si. Fischia dietro di lui la notte che non riesce a scrollarsi di dosso la nebbia. Sempre poca luce in mare. Quando va bene alla luna potrebbe confidare di cose fantastiche. Le terrà per loro. I piedi a terra li poggia poco. A terra ci lascia l’anima ad aspettare di un suo ritorno. Carico di puzza di pesce o di profumo di porti nascosti.

Hanno mani forti i pescatori e sanno di vento. De Andrè, che di pescatori ne sapeva, li vedeva col solco in faccia. Quasi come sorrisi. Il tempo ne ha fatto faccio brune e dure. Sembra come i pescatori non avessero mai paura. Se penso ad un pescatore che piange mi viene facile pensare che siano spruzzi di mare. Anche le lacrime sono salate. E’ così ridicolo pensarlo? Io…io che amo la musica  non so se potrei mai associare una canzone a loro. Nelle loro reti a volte non catturano nulla. Hanno la faccia seria. Gli occhi seri. Nelle loro reti a volte catturano tutto. Hanno la faccia seria. Gli occhi seri. Affidano da terra i loro pensieri e fanno sbiadire i loro vestiti al sole. Quando gli scogli brillano al sole.. Quando luccica il mare. Li trovi tra i due porti. Quando fa scuro e prima di far chiaro. Anche quando tramonta e si sentono il culo piatto sul molo. Anche quando aspettano le onde come una gigantesca bocca di leone sull’ultima barriera del porto. Stanno li. Stanno li e mai si lmantano del caldo. Mai del freddo.

Mi chiedo, solo a volte però, se i pescatori pescano davvero. Se bestemmiano mai. Se sorridono mai. Sicuramente dormono poco. Sicuramente hanno la voce rotta. Non la usano e si arruginisce. Credo siano molto forti. braccia che tirano, muscoli che tirano. Pazienza e tanta pazienza. La costante che il tempo rovina ma che non spazza via. Al timone loro che sul serio non sembrano perdere mai la bussola come la bussola potesse essere la ragione. Loro che sanno sempre di sapere dove sono. Indicano la via e si aggirano solo tra le vie del porticciolo antico. Quelle corde spesse e sfilacciate li tirano sempre dove c’è quella puzza di pesce, quel profumo di mare. Il confine che traccia i loro occhi ha sempre un lato che da sul blu. Che poi il blu si confonde. Loro no.

Se ne stanno li. Guardano e non salutano mai. Se si specchiano non si riconoscono. Come se gli interessasse. Maledicono il mare mentre lo amano. Fanno piano mentre gli alberi maestri delle barche che riposano sbattono fra loro. L’acciaio scarica il caldo e si lamenta. C’è da levare l’ancora capitano. Chiudi quel cappotto e raccontaci di mirabolanti avventure.

“The ship has weather’d every rack, the prize we sought is won;The port is near, the bells I hear, the people all exulting,While follow eyes the steady keel, the vessel grim and daring” Cit. WALT WHITMAN da “O Captain!My captain”.

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