E’ facile pensare di no. Invece ci sono. Si, ce ne sono. Pochi ma ci sono. Certo non nascono tutti i giorni, ma in giro ce ne sono. Io qualcuno ne conosco e ne vengo affascinato. Mi affiscina il modo in cui esternano la loro inquietudine interne il loro continuo conflitto interno. La loro intelligenza li porta ad un continuo confronto con se stessi e con gli altri fino a quasi logorarli. C’è da avere pazienza perchè la loro esplosione porterà a dare energia al mondo che gira e si nutre della genialità di queste persone. Vederli al lavoro persi in chissà quale assurdi ragionamenti o macchie di colore è una cosa che ti prende se hai voglia di imparare. A volte quel pizzico di invidia ti prende, ma giusto un attimo. Lasciare fare al loro è meglio. Rendono il mondo migliore.

Li riconosci facilmente, basta scambiarci qualche parola o fermarsi a guardarli nella loro opera. Accumulano nozioni, immagini e chissà quant’altro da ciò che li circonda e le mettono nell’impastatrice del loro io. Li ci spruzzano su estro e fantasia e vomitano cose che la gente capirà fra mille anni. Non sono mai soddisfatti, eternamente strani. Che poi “strani” secondo canoni fatti da chi questo tipo di cose non ne sa, non ne vuole sapere e ne sta all’oscuro. Peggio ancora. Per invidia si vestono come loro, cercano di parlare come loro, cercano di atteggiarsi come loro. Una cosa li differenzia. La spocchia con cui si mostrano, l’inventiva inesistente, un talento che non emerge mai e l’arroganza, che come una bandiera al vento, li porta un pò dove capita. Li mischia confondendoli nella mediocrità. Sono come le dune nel deserto. il deserto cambia sempre faccia, o vestito. Il deserto, esposto al vento, le dune che vanno e vengono. I finti artisti sono così.

Non è facile stare al loro fianco nella loro sete di sapere nei loro viaggi mentali difficili da incanalare. Sarebbe come stare dietro ad uno che sai che corre più forte di te. Starai magari al pari ma col fiatone e prima o poi ti staccherà e ti lascerà li a guardarlo e a tifare per lui. E’ che al giorno d’oggi non possiamo pensare di trovare un “Leonardo” o un “Michelangelo” o un “Einstein” o un Beehtoven”: No, non è con questi occhi che possiamo trovare o cercare o imbatterci in un genio. l’esistenza è cambiata il battito del mondo è cambiato, il tempo e solo lui ci dirà se proprio accanto a noi ci sarà stato un genio di questo tipo. Io parlo delle persone che ci stanno accanto quelle che si nascondo in lavori in cui non si riconoscono, quelli che girano nelle strade, quelli veramente ancoranon capiti da anima viva. Quelli che vanno in giro in bici e di ogni cosa che fanno o scoprono ne parlano con entusiasmo. Io parlo di questi piccoli grandi geni e di questi il mondo è pieno ma si sa. Per i Geni non c’è spazio…preferiamo i furbi. Loro pero, i geni dico, ridono, ci strizzano l’occhio e dentro di loro impastano ed esplodono, vanno avanti curvi sulle loro schiene. Prova ad avvicinarli, scoprirai mondi. Bellissimi, incomprensibili e straordinariamente vivi.

A tutti i “geni” che mi stanno attorno e che soffrono, chiusi in prigioni di ipocrisia e banalità.

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