Mentre lo sguardo si perde tra le pieghe della camomilla nella tazza bollente e mentre ci si specchia in una pozza d’acqua che sembra d’argento coi riflessi del sole dopo la tempesta mentre ogni piccola cosa la lasciamo scorrere come se fosse scontata o dovuta succede che ci si perde. Non è del tutto sbagliato perdersi.Non sempre magari ma a volte si. Non trovo il perdersi qualcosa di negativo per forza. Anzi. Si possono scoprire cose discretamente interessanti o meravigliosamente belle. E’ vero è vero si rischia lo smarrimento con la conseguente faticosa ricerca della strada del ritorno. Si potrebbe pensare anche che non trovare più la strada di casa sia una cosa positiva. A qualcuno serve, anzi è l’unica cosa di cui ha bisogno. Devo dire che trovare la cosa di cui si ha bisogno perdendosi oltre che a farmi sorridere mi fa anche pensare che sarebbe proprio un bel colpo di fortuna.

Che poi, secondo me, quello che ci spaventa quando non troviamo più il nostro abituale ambiente o il nostro abituale pensiero non è il fatto di non riuscire a tornare indietro. No no, secondo me invece a spaventarci è la paura del nuovo. Cosa ci sarà qua? Cosa ci sarà di la? Oddio e adesso dove sono finito? Domande che non vanno per forza riferite ad uno stato “fisico” e “materiale” del perdersi. Per intenderci. Il nostro cervello è molto più bravo a perdersi del nostro fisico. Spostandoci in macchina indicazioni, navigatori, memoria visiva il chiedere a qualcuno come si faceva una volta portano il rischio del perdersi quasi a zero. Se invece, proprio mentre il tuo viso viene deformato del fondo del boccale di birra che stai bevendo, il tuo cervello piano piano, facendoti quasi uno scherzo, decidesse di perdersi e di perderti? A chi chiedi come arrivare dove volevi? A chi chiedi come tornare indietro? Ecco, li scopri un sacco di cose di te e degli altri e di solito è quello il tuo più lucido pensiero quello che viene per caso. e’ lucido forse perchè incontaminato della tua parte sentimentale che batte alla grande la tua razionalità. Magari in un primo momento sei spaventato poi quasi quasi ci prendi gusto e cominci a varcare soglie di un universo tutto tuo. Sei nell’universo  che non hai mai il tempo di esplorare. Cominci anche a pensare a tutte quelle persone che al posto di parlare le vedi silenziose. E pensi che non è mica detto che il loro silenzio non significhi nulla. Anzi forse più rumore delle tue parole. E non è detto che chi stia zitto non debba dire nulla. Anzi.

Perdersi dietro ad una finestra con la fronte sul vetro freddo in cui gocce di pioggia fanno a gara a chi si confonde prima sul pavimento. Lo sguardo all’orizzonte un pò annebbiato e tu non sei mica li. Ma va la. Sei perso. Sei dove ti pare. E sei da solo. Che essere da soli poi, spesso e volentieri significa essere col migliore compagno di viaggio che si possa avere. Ecco un’altra cosa a cui non avevo pensato. Mi viene da pensare che magari perdersi può essere sinonimo di solitudine e ammesso che anche questa cosa non sia proprio del tutto male non la trovo necessariamente vera. Ci si può perdere in qualcun’altro. Succede.

A tutto questo l’uomo ha cercato sempre di porre rimedio. Di mettere un attracco sicuro alla voglia o alla possibilità di perdersi. Cerchiamo sempre un faro che ci possa illuminare la via che ci riporta a casa e la cosa è rassicurante è un calore che si sprigiona quando il freddo che sentiamo per la solitudine o per la mancanza di terra sotto i piedi ci fa tremare. Il faro ulula come un fedele bastardo a cui hai salvato la vita. Il faro ti porta a casa, la bussola ti porta a casa il telefono ti porta a casa tutto cerca di ancorarti a casa o fa in modo che da casa tu possa viaggiare. Che senso ha se non creiamo nel nostro stato d’animo la curiosità? Perchè ogni tanto non tagliare quel cordone che ci terrorizza se solo un pò più lungo del dovuto? Perchè non facciamo i randagi nell’animo e nel cervello e non ci si fa trasportare? Si potrebbe incontrare la persona che ti manca o l’occasione giusta e poco importa se dentro al bosco si scivola tra l’erba bagnata e se qualcosa ci spaventa, impareremo a non cadere e a non farci spaventare. Si ribalteranno i ruoli, il faro ci illuminerà la via da seguire per nuove avventure, la bussola ci indicherà il nord del nostro futuro gli occhi si potranno ancora stupire e noi potremmo crescere ancora un pò e trovare un briciolo di spensieratezza.

Perdiamoci e scopriremo universi, il nostro tornare sarà solo una tappa del nostro viaggio. Buon viaggio.

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